Whistleblowing conforme a GDPR e Linee Guida ANAC: scopri cosa chiede il Garante e come attivare un canale sicuro e pronto all’uso.
Whistleblowing: cosa cambia dopo il nuovo parere del Garante Privacy
Il Garante Privacy ha pubblicato un nuovo e rilevante parere sulle Linee Guida ANAC dedicate al whistleblowing, un passaggio fondamentale per rafforzare la tutela di chi effettua segnalazioni interne o esterne.
Il documento riguarda due delibere ANAC:
- le Linee Guida per le segnalazioni interne;
- l’aggiornamento delle Linee Guida per le segnalazioni esterne.
L’obiettivo è quello di rendere la gestione del whistleblowing più omogenea, sicura e conforme ai principi di riservatezza previsti dal GDPR.
Per saperne di più > Whistleblowing: cosa prevede il decreto 24/2023?
Whistleblowing e privacy: le criticità evidenziate dal Garante
Tra gli aspetti più critici evidenziati dal Garante per la Protezione dei Dati Personali nel contesto whistleblowing troviamo:
- i rischi derivanti dall’uso della posta elettronica come canale di segnalazione;
- l’obbligo di effettuare una valutazione di impatto (DPIA) prima di attivare o modificare il sistema di whistleblowing;
- la definizione dei tempi di conservazione delle segnalazioni e della documentazione correlata;
- la possibilità di condividere un unico canale tra più enti, ferma restando la necessità di adottare misure tecniche e organizzative per garantire che ciascun ente abbia accesso solo alle segnalazioni di propria competenza.
Il Garante Privacy lo ribadisce con chiarezza: email, PEC, moduli interni e drive condivisi non sono strumenti idonei. Non garantiscono anonimato, non proteggono i dati e non rispettano i requisiti previsti dalla normativa.
Il whistleblowing, oggi, richiede strumenti specifici, sicuri e non improvvisati.
Devi adeguarti alla normativa? > Ecco SegnalaSicuro, la Piattaforma per la normativa Whistleblowing
Whistleblowing: i rischi e cosa devono fare oggi aziende pubbliche e private secondo il Garante
In linea con i precedenti orientamenti, il Garante ribadisce che le aziende, sia pubbliche che private, devono dotarsi di canali di whistleblowing strutturati, sicuri e progettati per tutelare la riservatezza del segnalante.
Per le aziende che non lo fanno, o lo fanno in modo non conforme, l’ANAC può applicare sanzioni da 10.000 a 50.000 euro.
Una mancanza che espone l’ente non solo a rischi economici, ma anche a potenziali danni reputazionali.
Per saperne di più > Whistleblowing e tutela del segnalante: ritorsioni riconosciute come danno morale
Le nuove Linee Guida ANAC indicano infatti una serie di principi che i datori di lavoro devono considerare quando attivano il proprio sistema di gestione delle segnalazioni.
Tra questi rientrano:
- l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate, in base al principio di accountability;
- accorgimenti per evitare che chi segnala possa essere identificato semplicemente accedendo al canale dalla rete interna dell’azienda;
- processi sicuri e documentati per garantire che solo persone autorizzate possano accedere alle segnalazioni;
- l’utilizzo di strumenti pensati per la protezione dei dati lungo tutto il ciclo di vita della segnalazione, dalla ricezione alla conservazione.
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Alla luce delle indicazioni del Garante e delle Linee Guida ANAC, affidarsi a strumenti generici non è più una scelta sostenibile.
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